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UNA MEDAGLIA D’ORO DIMENTICATA

COD: 979-12-81599-21-5 Categoria: Tag:

In Sintesi

Autore: a cura di Giovanni Battista Ardoino

Sottotitolo: La Pattuglia della Scuola Centrale Militare di Alpinismo

Formato: 21 x 29,7 cm.

Casa Editrice: Editoriale Delfino

ISBN: 979-12-81599-21-5

Codice interno: MOLI

Numero di pagine: 160

Edizione: I edizione 2026

Descrizione

Il 14 febbraio 1936, in una giornata fredda e nevosa, il tricolore italiano con lo stemma sabaudo salì sul pennone più alto, durante i giochi della IV Olimpiade Invernale di Garmisch-Partenkirchen in Baviera, mentre nell’aria si diffondevano le note della Marcia Reale. La rappresentativa italiana, un ufficiale, un sottufficiale e due alpini, si era aggiudicata, contrariamente ad ogni aspettativa e pronostico, la gara di fondo e tiro riservata a pattuglie militari. Fu un successo per l’Italia intera, ma lo fu, in particolare, per le Truppe Alpine e per quella che allora era denominata Scuola Centrale Militare di Alpinismo di cui, nel dopoguerra, prima la Scuola Militare Alpina e l’odierno Centro Addestramento Alpino-Scuola Militare hanno ereditato memorie, spirito e tradizioni. La Scuola era stata costituita solo due anni prima potendo contare su un numero abbastanza ristretto di istruttori che, molto motivati, seppero radunare e selezionare il fior fiore del fondismo italiano, attingendo alle schiere di giovani formatisi negli anni precedenti. Non vinsero per caso. Ci arrivarono con tenacia alpina valutando materiali, affinando metodi di allenamento, prestando attenzione alla preparazione fisica e psicologica. Fu una vittoria olimpica a tutti gli effetti, con tanto di diplomi e medaglie, ma se si consulta il medagliere italiano non se ne trova traccia. Nulla pare possa rilevare l’argomentazione che si fosse trattato di una prova “dimostrativa”: tutte le competizioni “dimostrano” l’affermarsi di una prevalenza. Dopo novanta anni atleti italiani si confrontano con il resto del mondo, sulle nevi di Cortina, in un’altra Olimpiade Invernale. Le medaglie che sapranno conquistare saranno le ennesime della serie iniziata novanta anni fa. La Bandiera che salirà sul pennone non avrà alcuno stemma e nell’aria di diffonderà il “Canto degli Italiani”, ma sarà solo un incidente della Storia, perché gli atleti, da sempre, gareggiano per l’Italia e non per la forma di governo.

Autore

Giovanni Battista (Gianni) ARDOINO. Classe 1949 – Ingegnere libero professionista. Tenente degli Alpini proveniente dal 77° Corso AUC. Cultore di storia militare e, in particolare, di quella della Scuola Militare Alpina. Per conto del Centro Addestramento Alpino ed in collaborazione con il Dott. Gianfranco Ialongo ha curato (2020) la ricerca storica propedeutica all’organizzazione della mostra “La memoria dell’Aosta – Il Sacrario del 4° Reggimento Alpini”. Per Editoriale Delfino ha curato la pubblicazione del libro “S.M.A. Scuola Militare Alpina dal 1948 al 1964”. É sposato con Vittoria Palmonari, insegnante in pensione, Infermiera Volontaria C.R.I. Hanno un figlio, Luigi, enologo.

Sommario

…Affinché non se ne perda memoria
Ringraziamenti
Capitolo 1 – 1896 – 1936
Capitolo 2 – Una preparazione durata 40 anni
Capitolo 3 – 1896
Capitolo 4 – 1897
Capitolo 5 – 1898
Capitolo 6 – 1899
Capitolo 7 – 1900
Capitolo 8 – 1902
Capitolo 9 – 1906
Capitolo 10 – 1907
Capitolo 11 – 1908
Capitolo 12 – 1909
Capitolo 13 – 1910
Capitolo 14 – 1911
Capitolo 15 – 1912
Capitolo 16 – 1913
Capitolo 17 – 1914
Capitolo 18 – 1915
Capitolo 19 – 1915 – 1918
Capitolo 20 – 1919
Capitolo 21 – 1920
Capitolo 22 – 1921
Capitolo 23 – 1922
Capitolo 24 – 1923
Capitolo 25 – 1924
Capitolo 26 – 1925
Capitolo 27 – 1926
Capitolo 28 – 1927
Capitolo 29 – 1928
Capitolo 30 – 1929
Capitolo 31 – 1931
Capitolo 32 – 1933
Capitolo 33 – 1934
Capitolo 34 – 1935 – 1936 – 1937
Capitolo 35 – 1935
Capitolo 36 – 1936
Capitolo 37 – 1937
Conclusioni
Bibliografia

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    Formato: 21 x 29,7 cm.

    Casa Editrice: Editoriale Delfino

    ISBN: 979-12-81599-21-5

    Codice interno: MOLI

    Numero di pagine: 160

    Edizione: I edizione 2026

    Descrizione

    Il 14 febbraio 1936, in una giornata fredda e nevosa, il tricolore italiano con lo stemma sabaudo salì sul pennone più alto, durante i giochi della IV Olimpiade Invernale di Garmisch-Partenkirchen in Baviera, mentre nell’aria si diffondevano le note della Marcia Reale. La rappresentativa italiana, un ufficiale, un sottufficiale e due alpini, si era aggiudicata, contrariamente ad ogni aspettativa e pronostico, la gara di fondo e tiro riservata a pattuglie militari. Fu un successo per l’Italia intera, ma lo fu, in particolare, per le Truppe Alpine e per quella che allora era denominata Scuola Centrale Militare di Alpinismo di cui, nel dopoguerra, prima la Scuola Militare Alpina e l’odierno Centro Addestramento Alpino-Scuola Militare hanno ereditato memorie, spirito e tradizioni. La Scuola era stata costituita solo due anni prima potendo contare su un numero abbastanza ristretto di istruttori che, molto motivati, seppero radunare e selezionare il fior fiore del fondismo italiano, attingendo alle schiere di giovani formatisi negli anni precedenti. Non vinsero per caso. Ci arrivarono con tenacia alpina valutando materiali, affinando metodi di allenamento, prestando attenzione alla preparazione fisica e psicologica. Fu una vittoria olimpica a tutti gli effetti, con tanto di diplomi e medaglie, ma se si consulta il medagliere italiano non se ne trova traccia. Nulla pare possa rilevare l’argomentazione che si fosse trattato di una prova “dimostrativa”: tutte le competizioni “dimostrano” l’affermarsi di una prevalenza. Dopo novanta anni atleti italiani si confrontano con il resto del mondo, sulle nevi di Cortina, in un’altra Olimpiade Invernale. Le medaglie che sapranno conquistare saranno le ennesime della serie iniziata novanta anni fa. La Bandiera che salirà sul pennone non avrà alcuno stemma e nell’aria di diffonderà il “Canto degli Italiani”, ma sarà solo un incidente della Storia, perché gli atleti, da sempre, gareggiano per l’Italia e non per la forma di governo.

    Autore

    Giovanni Battista (Gianni) ARDOINO. Classe 1949 – Ingegnere libero professionista. Tenente degli Alpini proveniente dal 77° Corso AUC. Cultore di storia militare e, in particolare, di quella della Scuola Militare Alpina. Per conto del Centro Addestramento Alpino ed in collaborazione con il Dott. Gianfranco Ialongo ha curato (2020) la ricerca storica propedeutica all’organizzazione della mostra “La memoria dell’Aosta – Il Sacrario del 4° Reggimento Alpini”. Per Editoriale Delfino ha curato la pubblicazione del libro “S.M.A. Scuola Militare Alpina dal 1948 al 1964”. É sposato con Vittoria Palmonari, insegnante in pensione, Infermiera Volontaria C.R.I. Hanno un figlio, Luigi, enologo.

    Sommario

    …Affinché non se ne perda memoria
    Ringraziamenti
    Capitolo 1 – 1896 – 1936
    Capitolo 2 – Una preparazione durata 40 anni
    Capitolo 3 – 1896
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    Capitolo 5 – 1898
    Capitolo 6 – 1899
    Capitolo 7 – 1900
    Capitolo 8 – 1902
    Capitolo 9 – 1906
    Capitolo 10 – 1907
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    Capitolo 14 – 1911
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    Capitolo 19 – 1915 – 1918
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    Capitolo 23 – 1922
    Capitolo 24 – 1923
    Capitolo 25 – 1924
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    Capitolo 28 – 1927
    Capitolo 29 – 1928
    Capitolo 30 – 1929
    Capitolo 31 – 1931
    Capitolo 32 – 1933
    Capitolo 33 – 1934
    Capitolo 34 – 1935 – 1936 – 1937
    Capitolo 35 – 1935
    Capitolo 36 – 1936
    Capitolo 37 – 1937
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